L’itinerario della street art a Milano divisa per zone

L’itinerario della street art a Milano divisa per zone

Milano è una città in continuo fermento artistico, dove i muri parlano, nuotano, volano e corrono. La street art nel capoluogo lombardo è passata dall’essere un linguaggio ribelle e marginale a un potentissimo strumento di denuncia sociale, poesia urbana e racconto collettivo.

Iniziative di rigenerazione urbana attraverso la street art a Milano come “Un nome in ogni quartiere” e il progetto “OCA – Open City Art” del nostro collettivo stanno trasformando interi spazi anonimi in opere d’arte pubblica partecipata, coinvolgendo attivamente i cittadini, le scuole e le associazioni, ridando vita a muri e saracinesche rovinate dal tempo. In questo articolo troverete un percorso artistico tra le vie milanesi divise in cinque grandi macro-aree: centro, nord ovest, nord est, sud est e sud ovest.

Street art in centro a Milano_ storia e moda a cielo aperto

Street art in centro a Milano: storia e moda a cielo aperto

Nel cuore nevralgico della città, la street art diventa un veicolo per narrare l’evoluzione storica meneghina e le tendenze più glamour della contemporaneità.

Nei pressi delle storiche Colonne di San Lorenzo, precisamente in via Pio IV, si estende un imponente e corale mosaico storico lungo ben 40 metri. Su questa maestosa parete, undici artisti hanno unito le proprie forze per ritrarre le figure più iconiche della storia di Milano e dell’Italia: si va dal genio incontrastato di Leonardo da Vinci all’estro letterario di Alessandro Manzoni, fino ad arrivare alle indimenticabili note del compositore Giuseppe Verdi e all’imponente figura del generale francese Napoleone Bonaparte. Nonostante l’opera sia stata in parte danneggiata nel corso del tempo, rappresenta tuttora un inno alla memoria collettiva che va dal Medioevo alla Seconda guerra mondiale.

Spostandosi in Corso Garibaldi, l’arte di strada dialoga apertamente e in modo innovativo con l’industria della moda attraverso il celebre “Gucci Art Wall”. Questa grande parete dipinta funge da vera e propria galleria a cielo aperto e viene aggiornata e ridipinta dalla casa di moda più volte all’anno, creando una mutevole installazione urbana dal forte impatto visivo che unisce l’alta moda alla cultura underground.

Street art a Milano nord ovest_ natura, sostenibilità e identità di quartiere

Street art a Milano nord ovest: natura, sostenibilità e identità di quartiere

Nel quadrante nord-occidentale di Milano, l’arte urbana viaggia di pari passo con la sostenibilità ambientale e il coinvolgimento comunitario profondo.

Nel quartiere di Quarto Oggiaro, le facciate popolari sono rinate grazie a interventi magnifici e imponenti come “Fiori a Quarto Oggiaro“, un monumentale mazzo di fiori variopinti dipinto sulla facciata di un palazzo di nove piani in via Cesare Pascarella, vero e proprio simbolo di rinascita, femminilità e bellezza urbana.

Nello stesso quartiere, il muro del parco di Villa Scheibler in via Lessona ospita un’opera suggestiva di 70 metri dove i temi della nascita e della crescita si contrappongono a morbide atmosfere oniriche popolate da gatti, tigri e farfalle, con lo scopo di scardinare poeticamente i vecchi pregiudizi sulla zona.

Nel vicino quartiere della Bovisa, l’arte si impegna attivamente contro l’inquinamento atmosferico: in via Canonica spicca “Simply Electric“, una peonia dipinta nel 2021. La peculiarità di questo murale è l’utilizzo della speciale vernice antismog fotocatalitica Airlite, che la trasforma in un vero e proprio “fiore mangia-smog” capace di assorbire e neutralizzare gli agenti inquinanti.

In Piazzale Cimitero Maggiore, si trova il “Muro dell’Energia“, una composizione creata a partire dai disegni di bambini provenienti da tutto il mondo per educare le nuove generazioni al risparmio energetico. Anche le aree limitrofe ospitano opere nate dal forte coinvolgimento dei cittadini, come ad Affori, dove si celebrano i simboli del quartiere: il gelso legato alla coltivazione tradizionale e il platano ultracentenario, accompagnati da un colorato pappagallo che simboleggia l’apertura verso i nuovi abitanti.

Murales a Lambrate_ il legame tra arte e denuncia sociale

Murales a nei quartieri nord est di Milano: sperimentazione, diritti e memoria a Isola, NoLo e Lambrate

Il quadrante nord-orientale rappresenta il cuore pulsante della sperimentazione creativa della street art a Milano. Nel quartiere Isola, ex vuoto urbano oggi riqualificato in modo straordinario, la street art non è semplice decoro, ma un linguaggio strutturale. Qui troviamo moltissime opere del progetto OCA – Open City Art, realizzate dai giovani artisti del collettivo Mostrami. Sulle saracinesche e sui muri, sono state portate dozzine di opere legate agli obiettivi dell’Agenda 2030 come “Donna natura“, “Natura bruciata” (in cui una donna stringe un mondo a forma di cuore che si sta inesorabilmente sciogliendo), il vitale “Girasole fotovoltaico“, la “Falena” attratta dalla luce della verità, e l’utopica opera “Plant a Flower“, per riflettere con urgenza sulle energie rinnovabili e la cura del nostro pianeta.

Sempre a Isola si possono ammirare il raffinato ritratto dell’étoile Aida Accolla, il coloratissimo sottopasso della Stazione Garibaldi rigenerato dagli studenti, un lunghissimo e corale murale di 250 metri dedicato al genio di Leonardo da Vinci in via Pepe, e le poetiche e dolcissime parole del Piccolo Principe in via della Pergola. Fuori dal locale Frida, i muri celebrano storiche figure dell’impegno civile come Rosa Parks e Alan Turing, mentre in via Gaetano de Castillia l’enorme e commovente murale “Close the Gap – Open Your Future” mostra due bambini intenti a spingere contro le barriere delle disuguaglianze sociali.

Murales a NoLo: omaggi alla multiculturalità del quartiere

Spostandoci a NoLo, le pareti di via Pontano e via Padova si configurano come un infinito e affascinante diario aperto della multiculturalità milanese. L’ingresso è segnato dal volto di “Santa Sarita“, amata figura di culto e icona della comunità peruviana. Sui muri del quartiere si rincorrono poi gli ironici e onnipresenti “Omini Rosa” di Aluà, incentrati su inclusione e diritti civili, affiancati dalla tagliente satira sociale del collettivo Urban Solid, che con l’opera “Zero Likes” critica la moderna dipendenza dalle interazioni digitali. C’è inoltre grande spazio per l’emozionante opera “Eternesea” di Robico, con due anziane signore che contemplano saggiamente l’oceano attraverso modernissimi visori di realtà virtuale, per un ritratto di Dante Alighieri in un variopinto poncho ecuadoriano realizzato dallo street artist Boris Veliz, e per l’immenso muro storico-celebrativo dedicato alle radici dei cinquant’anni del movimento Hip Hop firmato da Sand.

Murales a nei quartieri nord est di Milano_ sperimentazione, diritti e memoria a Isola, NoLo e Lambrate

Murales a Lambrate: il legame tra arte e denuncia sociale

Proseguendo a est verso Lambrate, Ortica e Crescenzago, l’arte abbraccia tematiche di enorme importanza. In via Viotti, Iena Cruz denuncia l’inquinamento globale con “Anthropoceano” dipinto con vernice mangia-smog, mostrando una spaventosa e gigantesca piattaforma petrolifera circondata dalla plastica all’interno della quale fluttuano vulnerabili squali e balene. Vicino alla stazione per la mobilità dolce, Blu ribalta in modo ironico e concettuale l’ordine urbano quotidiano, dipingendo enormi figure in bicicletta che schiacciano delle piccole automobili. A Crescenzago, il collettivo Orticanoodles combatte attivamente il fenomeno del bodyshaming con l’opera “Skip The Ordinary“, ritraendo volti femminili universali intrecciati a motivi floreali.

Nello storico quartiere Ortica, l’associazione Or.Me. ha trasformato l’area in uno splendido museo della memoria, celebrando i grandissimi cantautori milanesi e la cultura d’osteria locale (tra cui Jannacci, Gaber, Fo e Vanoni), e ricordando il rassicurante volto sorridente di Anna Iberti, simbolo della neonata Repubblica Italiana del 2 Giugno 1946. Degno di nota è anche il muro di Via Padova, che trasforma l’edificio dell’Anagrafe in una suggestiva mappa celeste e galassia multiculturale composta dalle impronte dei cittadini.

I murales nella zona sud est di Milano_ cura, aggregazione e cultura giovanile

I murales nella zona sud est di Milano: cura, aggregazione e cultura giovanile

I quartieri situati nel Sud Est della città sfruttano i colori e l’arte murale per donare nuove identità visive e nuovi punti di aggregazione alle comunità periferiche. A Stadera, in via Giorgio Savoia, il bellissimo murale “Cura” si fa immediatamente notare per il suo intenso e caldo sfondo arancione. Quest’opera raffigura la sagoma nera di una donna che abbraccia delicatamente la città e la natura, mentre ai suoi piedi un individuo tenta di raccogliere i rifiuti di plastica dalle onde inquinanti del mare. Essendo stata dipinta anch’essa con vernici speciali fotocatalitiche, l’opera funge da vero e proprio manifesto ecologico, ricordando alla cittadinanza l’importanza di prendersi cura della terra mentre depura l’aria milanese.

Presso la stazione Forlanini, a breve distanza, il pittore cubano Denis Ascanio ha regalato alla metropoli un intimo, malinconico e stilizzato tributo al cantautore Enzo Jannacci, evocando le nostalgiche atmosfere di periferia cantate in celebri brani come “El purtava i scarp del tennis.”

Spostandoci a Gratosoglio, l’arte incontra la strada nel senso più letterale possibile: il particolarissimo murale “Gratobowl-G0073” non si trova su un muro, bensì si sviluppa orizzontalmente a terra direttamente sulle rampe dello skatepark di quartiere, fondendo armoniosamente le logiche della street art e la vivace cultura sportiva e musicale giovanile. Infine, dirigendosi verso Corvetto e Porta Romana, le imponenti pareti urbane accolgono opere che si distinguono per un affascinante e inaspettato incontro dinamico tra grafica contemporanea ispirata alla new-pop art, fine calligrafia astratta, lettering d’autore, linee geometriche e contrasti netti che dialogano alla perfezione con l’architettura circostante.

Murales a sud ovest di Milano_ i navigli, la letteratura e il mondo equestre

Murales a sud ovest di Milano: i navigli, la letteratura e il mondo equestre

Nell’ultimo quadrante del nostro itinerario, quello sud-occidentale, l‘arte pubblica abbraccia i suggestivi canali storici cittadini e l’incredibile energia dei parchi urbani e dello sport.

Murales sui Navigli: opere dedicate alla sostenibilità ambientale e all’inquinamento delle acque

Lungo le sponde dei Navigli ci si imbatte continuamente in opere interattive, paesaggi poetici e messaggi di denuncia sociale. In via Bussola, il murale “Ilva is a killer, it’s not a game” mostra agli spettatori l’inquietante dicotomia di un grande pesce che, nella parte destra della composizione, appare vivo, sgargiante e coloratissimo, mentre nella sezione sinistra è tragicamente ridotto a uno scheletro affogato in una grigia e triste città composta da tasselli di puzzle, per denunciare gli effetti irreversibili dell’inquinamento industriale marino. Sempre in questa via ricca di tesori artistici si trova una onirica e iperrealistica composizione in cui una sirena giace adagiata su un’immensa conchiglia che ricorda un’ostrica, accompagnata nel fondale liquido da una piccola foca spaesata.

L’ironia creativa prende invece il sopravvento in via Ascanio Sforza, vicino al Naviglio Pavese, dove un monumentale squalo sbuca letteralmente dall’acqua in un’illusione ottica prospettica genialmente progettata per far sembrare che la spaventosa creatura stia divorando le gambe degli ignari pedoni di passaggio. L’Alzaia Naviglio Grande, inoltre, ospita la preziosa opera “Follow the Blue” dell’apprezzatissimo TvBoy, volta a sensibilizzare il grande pubblico sull’importantissima prevenzione del tumore alla prostata, raffigurando un bimbo che colora un Leonardo da Vinci con grandi baffi blu.

Murales milanesi_ la celebrazione della letteratura, della musica e del mondo equestre

Murales milanesi: la celebrazione della letteratura, della musica e del mondo equestre

Non mancano in zona ovest gli omaggi alla cultura umanistica: sotto le imponenti arcate dei piloni del ponte Guido Crepax, un complesso ciclo di murales celebra i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, con un tributo pittorico iperrealistico dedicato specificamente all’Inferno, al Purgatorio e al Paradiso della sua immortale Divina Commedia. E per gli amanti del ritmo, il “Macan Music Wall” – commissionato da Porsche Italia – si estende su ben 400 metri quadrati di colori brillanti come spartito visivo e inno universale dedicato al mondo della musica.

Dirigendoci infine verso i quartieri più a ovest, le pareti esterne che circondano l’Ippodromo di San Siro offrono ai passanti un vero e proprio catalogo visivo del mondo equestre: si spazia da ritratti equini iperrealistici a buffi cavalli caricaturali e in stile cartoon, fino ad arrivare a un cavallo pop ripetuto in stile Warhol e a un destriero formato interamente da foglie verdi che sembra fondere la natura con l’architettura sportiva e il mimetismo.

La street art a Milano non riveste più soltanto una semplice funzione di decoro estetico passeggero. Si è invece consolidata come un vibrante diario urbano vivo e in costante mutazione, che abbraccia numerosissime zone di Milano, da nord a sud e da est a ovest, e di portare su scala metropolitana messaggi di inclusione multiculturale, urgenza ecologica, memoria condivisa e senso di appartenenza alla comunità.

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