Open City Art – i 20 murales su saracinesca

I 20 murales di oca

Tutti i murales su saracinesca di OCA (Open City Art) sono ispirati ai goal dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile; si trovano sulle cler dei negozi di zona Sarpi e zona Isola e possono essere fruiti anche grazie alla realtà aumentata.

 

Cos’è OCA?

Open City Art (OCA) è un progetto che coinvolge arte e sostenibilità! 20 murales a tema ambientale e sociale, realizzati in giro per la città da giovani street artists del collettivo Mostrami, ispirati agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Attraverso una call rivolta a street artists di tutta Italia, sono stati selezionati 11 giovani artisti che hanno realizzato 12 murales artistici per avvicinare il pubblico all’emergenza ambientale e, al contempo, all’arte contemporanea e alla street art. Questi 12 lavori si aggiungono agli 8 già realizzati, nell’autunno del 2021 per le strade di Isola e zona Sarpi, per formare un percorso curatoriale completamente gratuito. Ogni singola opera è arricchita con dei contenuti di realtà aumentata ed è correlata a una pagina di approfondimento del tema su questo sito.

Chi siamo?

Mostrami, soggetto di Rilevanza Regionale, si occupa dal 2010 della promozione della giovane arte contemporanea come driver di sviluppo sociale e culturale. Contribuisce alla rigenerazione urbana realizzando murales e altre progettualità, collaborando con aziende, PA e privati. Coinvolge ad oggi oltre 1300 giovani artisti.

DOVE SI TROVANO

Qui i 12 murales su saracinesca realizzati nella seconda edizione di Open City Art!

La DONNA NATURA – VIOLA GESMUNDO
VIA MEDARDO ROSSO 19 – GOAL 15: VITA SULLA TERRA

L’opera di Viola quindi ritrae una donna assorta nei propri pensieri e intenta a riflettere che ci mostra un viso sereno, rilassato ma al tempo stesso assorto. La figura femminile che è la protagonista e che rappresenta essa stessa la Natura, è immersa in un contesto silvano e guarda dentro e tende l’orecchio al suo Sè.

Il cerchio nella parte superiore destra vuole rappresentare il Sole, simbolo di energia rinnovatrice e della speranza di una convivenza sana tra uomo e natura, mentre il fogliame che contorna la donna ci ricorda quanto gli elementi naturali stiano purtroppo sempre più andando a scomparire dai nostri orizzonti e quanto ciascuno di noi dia per scontato l’esistenza di un Ambiente in equilibrio.

Il monito che l’artista vuole lanciarci è ricordare ogni giorno l’importanza ed il rispetto per ciò che c’era prima di noi e che resterà dopo: appunto… la Vita sulla terra! A noi preservarla ogni giorno! 

Femminismo significa contrastare le gerarchie – GOJA TERO
VIA MEDARDO ROSSO 19 – GOAL 5: PARITA’ DI GENERE

Se il patriarcato crea gerarchie – non solo tra uomini e donne ma anche tra corpi conformi e non conformi, persone abili e disabili, tra classi, etnie, identità, orientamenti sessuali – e il femminismo lotta per l’abbattimento di ogni divisione verticale, oggi abbiamo ancora bisogno, più che mai, di femminismo.

La figura nel disegno, un astratto personaggio formato da tante geometrie che si intersecano, è la rappresentazione dell’unione tra i due generi e allo stesso tempo della loro egualità, della loro comune appartenenza all’umanità, del fatto che – in fondo – le somiglianze che li avvicinano sono più significative delle differenze che li separano.

RECLAIM THE CITY – LUOGO COMUNE
Via giulio cesare procaccini 61 – GOAL 11: CITTA’ E COMUNITA’ SOSTENIBILI

 

In quest’opera si immagina una città diversa, più a misura d’uomo ed ecosostenibile in tutte le sue forme. Le piante si riprendono il loro spazio all’interno del mondo urbano sovrastando case e uffici. L’idea è quella di sensibilizzare la comunità urbana affinché si prodighi per il benessere collettivo con uno sguardo green e attento alla sostenibilità.

Un tripudio di piante, fiori e insettucoli che convivono con le case sono i soggetti e i protagonisti di quest’opera. Luogo comune, con una palette di colori e con un utilizzo di forme che ricordano i primi cubisti, rende perfettamente l’idea di un mondo nel quale non dobbiamo più essere spinti a piantare più alberi, ma dove si può e si deve convivere con la natura. L’artista trasmette queste sensazioni in due modi. Il primo è quello di rappresentare la flora grande quanto una casa e non solo ridotta a piccole aree verdi come succede in troppe città. La natura non deve essere circoscritta in spazi delimitati, come se si dovesse raggiungere un’amara quota verde, le città devono vivere di piante e respirare sostenibilità green. Il secondo è quello di far uscire queste fantasie floreali dalle finestre degli appartamenti. Questo significa che la natura ha letteralmente conquistato le case delle persone, diventando parte integrante della vita quotidiana di ognuno. Esseri umani e vegetazione che vivono in un rapporto uno ad uno.

 

PROTECTIO – HAZKJ
VIA GIUSEPPE MUSSI 9 – GOAL 5: PARITA’ DI GENERE

L’artista è cresciuto in una città molto accogliente e progressista, quale Bologna. La città ha sempre accolto e protetto le sue cittadine e i suoi cittadini “sotto lo stesso tetto”, qui simboleggiato dal porticato, dimostrando che ogni individuo deve essere rispettato, al di là del suo orientamento sessuale o della sua provenienza. Il porticato è il simbolo architettonico sotto cui la città, la comunità, lo Stato dovrebbero garantire la sicurezza e la tutela ai suoi cittadini. Le due figure, connesse da un rapporto di libera interpretazione, sono il “contrario fantastico” che cattura il focus, che libera l’immaginazione e che scarica il peso di tutte le ingiustizie sociali tristemente all’ordine del giorno.

In una rappresentazione quasi magrittiana Hazkj ritrae due figure abbracciate passeggiare sotto un porticato. Le loro figure incorporano un intero cielo azzurro, tratteggiato da nuvole bianche, di quelle che si possono scorgere in un pomeriggio di primavera. Si tratta di una simbologia leggera che trasmette emozioni dolci e calde, come quelle che si provano in un abbraccio caldo, vicino alla persona che si ama. Non è importante il genere, l’estrazione sociale o l’etnia della persona che si ha affianco, ciò che conta è l’amore che proviamo, il bene che vogliamo. Questo è ciò che l’artista vuole rappresentare con la sua opera, un amore caldo, rinfrancante e leggero, come il cielo in primavera.

TECNOLOGIA CONSAPEVOLE – RISE THE CAT
VIA GIUSEPPE MUSSI 9 – GOAL 15: VITA SULLA TERRA

Per l’artista, il vivere sulla Terra dovrebbe, forse, essere pensato come un ritorno alle radici, in sintonia con la natura: oggi, avendo la possibilità di usufruire dell’aiuto quasi “magico” della tecnologia e della fluidità delle informazioni grazie a internet, potremmo sviluppare nuovi rapporti col mondo naturale, basati sul rispetto e la valorizzazione di ciò che la Terra ci offre.

Scienza non significa coscienza, e come la metafisica ci insegna, la tecnologia non ha una teleologia, un fine deterministico che è inscritto nell’oggetto che l’uomo crea. La divisione dell’atomo, detto in maniera rozza, può essere utilizzata per distruggere una città o per illuminarla, non decide l’atomo che fine fare. L’uomo, attraverso l’evoluzione, ha scoperto la creatività e questa capacità la vediamo espressa in tutto, a partire dall’arte fino al nostro semplice comunicare quotidiano. Per questo anche le tecnologie devono e possono essere utilizzate con creatività e, soprattutto, siamo liberi di impiegarle come riteniamo necessario. Partendo da questo assunto, Rise The Cat ci mostra un indiano che utilizza il simbolo del Wi-Fi come un arco, trasformando una tecnologia che ci permette di comunicare in un’arma. Noi esseri umani, o meglio, i nostri politici e chi decide, abbiamo il potere di trasformare una tecnologia da qualcosa di pericoloso e qualcosa di utile per la comunità, da arma a strumento. Alla fine Internet è nata come rete di comunicazione militare, e ora ci permette di rimanere in contatto e scoprire sempre qualcosa di nuovo; il radar è nato come strumento di difesa, e ora è impiegato nel controllo dei trasporti civili e commerciali. La tecnologia non decide cosa fare, abbiamo noi il dovere di usarla per il Bene.

FREE TREE – SER.A
VIA LOSANNA 15 – GOAL 15: VITA SULLA TERRA

L’amore per la natura accompagna da sempre la vita di questo artista che, soprattutto grazie agli insegnamenti dei suoi genitori, ha interiorizzato la necessità di sensibilizzare la comunità cittadina di tutte le età al rispetto dell’ambiente e della vita che lo popola.

La perdita di superfici boschive rischia di fatto di cancellare il mondo per come lo conosciamo noi oggi. Ecco perché lo street artist sceglie di rappresentare il mondo stesso come parte integrante dell’albero, come se fosse impossibile vivere senza questa sinergia.
Promuovere una gestione sostenibile di tutti i tipi di foreste, arrestare la deforestazione, ripristinare le foreste degradate e aumentare ovunque la riforestazione e il rimboschimento vengono invece rappresentate dividendo ideologicamente l’opera in due: a sinistra piante tagliate come segno del disboscamento ossessivo mentre a destra piante rigogliose che continuano a vivere. Intraprendere azioni efficaci ed immediate per ridurre il degrado degli ambienti naturali sarà la sfida che dovrà portare avanti l’uomo, per ripristinare gli ecosistemi di acqua e dell’entroterra.
Il mondo non può vivere senza alberi e gli alberi non possono vivere senza il mondo.

TOO HOT TO HANDLE – KINT1R
VIA CARLO FARINI 55 – GOAL 13: LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO

L’opera rappresenta una scena ironica nella quale un giocatore di basket è pronto a giocare con un pallone piuttosto particolare, un pianeta Terra febbricitante a causa della temperatura troppo alta che ha ormai raggiunto. In una interpretazione più drammatica la figura può essere accostata ad un Atlante che trasporta il peso del mondo. L’espressione che dà il titolo all’opera viene dal gergo utilizzato nella pallacanestro per descrivere un giocatore in stato di grazia, immarcabile, in grado di mettere a segno tanti tiri uno dopo l’altro e che ha quindi le mani calde.

Quest’opera, per quanto ironica possa sembrare, è l’incarnazione di uno dei temi più stringenti riguardo la sostenibilità e gli obiettivi dell’Agenda 2030: il surriscaldamento globale. Per quanto tutti i goal dell’Agenda siano importanti e urgenti, tutto sembra dipendere da quel grado e mezzo in più che la temperatura globale non deve raggiungere. Anche per questo quando si parla di sostenibilità il tema del surriscaldamento globale ritorna sempre ad essere il capofila e la prima cosa da prevenire nella lista della spesa della sostenibilità. 

 

FUTURO SOMMERSO – DIKENS23
VIA LUCA SIGNORELLI 13 – GOAL 14: VITA SOTT’ACQUA

L’opera s’intitola Futuro Sommerso perché uno degli scenari più realistici per il nostro futuro è quello di essere in gran parte sommersi dall’innalzamento dei mari a causa del riscaldamento globale incalzante. Una pratica green come l’idroponica è una speranza di poter invertire la deriva verso cui ci dirigiamo. L’artista immagina che nel futuro, oltre a pomodori e fagioli, si potrà coltivare qualsiasi frutto, ortaggio o addirittura pianta (ad oggi impensabile). Ecco perché le tre piante contenute nelle bolle d’aria (simbolicamente, le serre sottomarine), sono particolari: vi è una simbolica felce, un cocomero e anche un piccolo bonsai. L’auspicio è che la scienza evolva, per rendere ciò che oggi è impossibile, forse un giorno possibile.

Dikens23 è uno degli artisti del roster di OCA 2 che più degli altri porta lo stile della street art sulle cler del circuito. Tutto ciò è molto bello da vedere realizzato perché mostra come anche un modo di dipingere moderno e quotidiano per le nostre città possa parlare di tematiche estremamente serie con uno stile tutto suo. L’arte alla fine è un modo di comunicare e ciò che conta di più è restituire il concetto, si può fare attraverso l’utilizzo di stili diversi, come se si parlassero diverse lingue, ma quello che si vuole dire è la stessa cosa. Quello che ne deriva è un murales coloratissimo, estremamente simbolico, che restituisce il concetto perfettamente, cioè la possibilità di vedere la coltivazione da una prospettiva differente. Perché è compito dell’essere umano, e della scienza, di sviluppare e inventare costantemente nuove pratiche per cominciare a comportarci in modo sostenibile, anche quando coltiviamo il nostro cibo.

CAMOUFLY – MAIK
VIA LOSANNA 36 – GOAL 10: RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE

 

Il murales vuole dunque stabilire un paragone tra uomo e natura. Così come i volatili riescono a convivere e a rispettarsi gli uni con gli altri pur essendo di specie, colori e forme diverse, allo stesso modo la specie umana dovrebbe mettere da parte le minime diversità che la caratterizza per concentrarsi, invece, sulle sue somiglianze. Infine, come alluso dal titolo “Camoufly”, nel volo questi animali si uniscono in una danza maestosa che li rende ancora più simili… proprio come in un camouflage.

La metafora è una delle figure retoriche più potenti utilizzate nella storia delle culture del nostro pianeta;  il suo utilizzo ha origine già all’interno delle prime fiabe degli antichi, greci e romani, che attraverso l’utilizzo di una vicenda che riguardava spesso un animale, facevano evidenti riferimenti e raccontavano vicissitudini umane. Passano i secoli e troviamo un altro cantastorie che utilizza gli animali per parlare dell’umano, stiamo parlando di Jack London e dei suoi cani. Arrivando ai giorni nostri ci permettiamo questo paragone. L’artista Maik attraverso il suo progetto “Camoufly” parla del volo degli uccelli, il movimento ipnotico che vediamo fare a stormi, soprattutto nei periodi di svernamento. In questi voli un corpo complesso, costituito da centinaio di uccelli, si muove come una mente unica. L’artista attraverso quest’opera suggerisce alle etnie e alle culture dell’essere umano di fare lo stesso. Perché bisogna essere uniti e muoverci insieme se vogliamo raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030.

PLANT A FLOWER – ALESSANDRO DI VICINO GAUDIO
VIA UGO BASSI 24 – GOAL 12: CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

L’opera vuole rappresentare un mondo futuro in cui l’ambiente urbano è stato invaso dal verde, le strade sono state sostituite da grandi prati in cui le persone piantano e coltivano fiori tra i palazzi e le abitazioni. Le città sono realmente diventate verdi e l’architettura di case, uffici e monumenti si fonde perfettamente con la natura circostante. L’artista ha rielaborato il concetto pervenendo a questo parallelismo tra un uomo solido, saggio e bonario che è in primo piano e che con maestria si prende cura di un fiore che è il vero protagonista di tutto il lavoro; alle sue spalle si nota l’evoluzione dal grigio all’azzurro di un sistema aziendale che da vecchio e grigio tende verso la modernità e la crescita per un futuro migliore e comunità sempre più sostenibili.

Se la prima delle due opere parlava della capacità della natura di evolversi e far fronte ai cambiamenti posti dal pianeta Terra, questo secondo murales ci racconta la storia di un’umanità che è stata in grado di cambiare ed evolvere le sue città per creare un nuovo rapporto uomo-natura alla pari. Le città sono diventate più sostenibili e l’uomo più rispettoso dell’ambiente e della natura stessa. 

LIFE ON EARTH – ALESSANDRO DI VICINO GAUDIO
VIA UGO BASSI 24 – GOAL 15: VITA SULLA TERRA

L’opera racconta di un futuro distopico, un mondo dove piantare fiori e alberi, e coltivare qualsiasi tipo di pianta è impossibile a causa delle condizioni in cui è stato ridotto il pianeta. L’uomo non ha memoria della vita nel “vecchio” mondo ed è ormai costretto a vivere indossando tute antiradiazioni e a respirare tramite bombole dell’ossigeno. I due personaggi si stupiscono nel vedere un fiore, elemento per loro sconosciuto, quasi alieno.

L’opera dello street artist porta a pensare ai fiori o alle piante che vediamo bucare l’asfalto e crescere comunque. La natura è fortissima e nella flora e nella fauna vediamo come l’evoluzione permetta alla vita di adattarsi ad un mondo che cambia. Il nostro amato Pianeta Terra ha attraversato diversi momenti nella sua vita. Ere glaciali, secoli di piogge acide, sfaldamento della Pangea. E la vita sulla Terra è sempre stata in grado di adattarsi per continuare a vivere. L’amara verità è che se, a causa nostra, l’ambiente non dovesse più essere adatto alla nostra vita, saremmo noi ad estinguerci… ma la vita andrebbe avanti lo stesso. 

BIODIVERSITÀ METAMORFICA – PIXA
VIA GENOVA THAON DI REVEL – GOAL 15: VITA SULLA TERRA

Nel murales vediamo alcune specie, tra cactus ed arbusti, che sono riposti in dei vasi, questi vanno letti nella simbologia più antica, come nella cultura egizia dove il vaso rappresenta il contenitore dell’anima, ne vediamo esempi nelle raffigurazioni della “Psicostasia”.
Per proteggere il nostro habitat dobbiamo diventare natura, totalmente: questo concetto è raffigurato da una figura che tiene un fiore in mano e il cui occhio diventa un petalo, proprio a significare la metamorfosi e le profonda connessione con l’ambiente che ci circonda.
È solo diventando un tutt’uno con il nostro pianeta che sarà possibile evolvere e consentire l’esistenza della vita sulla terra.

L’evoluzione ha sempre portato con se metamorfosi, negli animali e nelle piante, e l’uomo col tempo è riuscito ad addomesticare questa forza metamorfica per modificare il codice genetico di alcuni dei nostri cibi per renderli più conformi ai nostri bisogni. Il tipo di metamorfosi che Pixa suggerisce con la sua opera è qualcosa di più sereno e naturale. Diventare un unicum con la natura significa imparare a capirne i suoi bisogni e accoglierli. Il consumo eccessivo ha stressato i nostri campi e le nostre terre rendendole povere di nutrienti. Diventa necessario per l’uomo imparare a rispettare di più l’evoluzione della natura e ascoltare la terra per sentire e capire i suoi bisogni. Una cooperazione di cui noi siamo soprattutto i responsabili, perché siamo dotati di libero arbitrio e capacità di scegliere, non solo cosa è meglio per noi, ma cosa è meglio per chiunque abiti questo bellissimo Pianeta, animale o vegetale.

E qui gli 8 murales su saracinesca realizzati nella prima edizione di Open City Art!

UNDERWATER – ANDREA KINT1R
VIA FARINI 39 – GOAL 14: VITA SOTT’ACQUA

nel proprio murales Andrea ha rappresentato uno scenario di vita sottomarina così com’è nei suoi pensieri. Sebbene il suo lavoro sia fumettato e molto colorato è forte l’atto di denuncia che esprime su questa saracinesca di OCA.

Alcuni abitanti dell’habitat subacqueo rimangono impigliati in una rete che ricorda la forma dell’imballaggio di
plastica usato per i pacchi di lattine, famigerata trappola dei
fondali marini.
Ne rimangono prigionieri un pesce palla ed un granchio… ma non sono gli unici protagonisti! Anche  un simpatico sottomarino finisce per rimanere vittima di questo pericolo connesso all’attività degli esseri umani!

La denuncia di Andrea? Vuole evidenziare il fatto che inquinando le acque e i fondali marini, l’uomo non fa altro che realizzare un grande autogoal!

NATURA BRUCIATA – CI.MA.A.A.
VIA PORRO LAMBERTENGHI 20 – GOAL 13: LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Con il suo lavoro, Marco invita le persone a riflettere sull’importanza della lotta contro al cambiamento climatico. Una donna corpulenta e accogliente abbraccia un mondo a forma di cuore, ciò che genera e determina i battiti di vita, che si sta sciogliendo; un’espressione corrucciata lascia trasparire il senso di dolore verso una terra che ogni giorno viene sopraffatta dalle attività dell’uomo, troppo spesso miopi.

L’intento del lavoro è quello di spingere tutti coloro che guardano il lavoro ad attivarsi per porre rimedio, o quanto meno limitare, gli effetti che i nostri comportamenti quotidiani hanno sulla nostra preziosa casa: il pianeta terra.

FALENA – VERNIS LAB
VIA BORSIERI 32 – GOAL 15: VITA SULLA TERRA

Un’elegante farfalla? No, una più intima e meditativa falena. Quell’insetto notturno che vive e lotta tutta la sua vita alla ricerca della luce. Questo lavoro è un invito a coloro che guardano questo murales, la ricerca di una via, di un indirizzo.

La falena si orienta facilmente nel buio poiché ha la capacità di trovare la luce nell’oscurità; il rapporto che la falena ha con la luce è un rapporto di vita/morte, ma soprattutto di
ricerca della verità. Questo insetto si fa sempre guidare da una fede che non è cieca, riuscendo così a non bruciarsi le ali. Una conoscenza ancestrale che questo animale porta con sè; perchè noi non riusciamo a incarnare l’amore per la nostra vita coniugandolo con quello della nostra casa? Di terra ne abbiamo solo una, dobbiamo approfondire e conoscere tutti i modi per preservarla! Questo tipo di ricerca consapevole è quello che con questo lavoro ci si augura per il futuro di tutti noi e delle nuove generazioni!

GIRASOLE FOTOVOLTAICO – SUPE
PIAZZALE ARCHINTO 1 – GOAL 7: ENERGIA PULITA E ACCESSIBILE

Il lavoro di Supe ha come protagonista un gran bel girasole; di primo acchitto sembrerebbe un semplice e comune fiore, andando a guardar meglio il suo nucleo riserva una verità… è un girasole che si nutre grazie a dei pannelli fotovoltaici!  Il fiore, grazie all’energia solare, riesce a generare la corrente necessaria per alimentare le altre forme di vita presenti all’interno del vaso in cui è contenuto. Altri elementi sporgono, non sono al momento del tutto rassicuranti…il grande vaso in cui risiedono vuole essere la metafora della terra, l’unico elemento – ad oggi – da cui tutte le forme di vita, umane e vegetali possono trarre nutrimento.

L’intento dell’artista è quello di esplicitare l’esigenza di servirsi di energia pulita e rinnovabile, ma non solo! I tralicci sullo sfondo del murales rappresentano la necessità di condividere quest’energia pulita con i paesi in via di sviluppo.

DNA – RISE THE CAT
VIALE PASUBIO 16 – GOAL 7: ENERGIA PULITA E ACCESSIBILE

Uno sfondo armonioso attraversato da uno speciale frammento elicoidale di DNA. Ci parla di unione, sinergia, collaborazione.

Il suo speciale DNA, infatti, è composto da un miriade di casette connesse o in fieri per esserlo da cavi usb. Città e comunità sostenibili” è l’obiettivo tra quelli proposti su cui Rise ha deciso di porre l’accento, visto il suo interesse per l’arte urbana quale veicolo di messaggi diretti alla comunità intera. Nel lavoro vediamo un DNA composto non da codici genetici, ma da case e cavi USB, ovvero una reinterpretazione di come potrebbe presentarsi in futuro una città basata sull’energia sostenibile.

Nella sua visione le singole unità saranno interconnesse e legate da relazioni circolari, come già in parte accade oggi: su questi presupposti si fonderà la forza del vivere in comune.  Si tratta di un’idea fantascientifica, ovviamente, ma l’arte permette di creare cose che prima non esistevano e quindi anche di visualizzare il futuro!

APE IMPOLLINATRICE – STEFANO STRAVOX
VIA P. SARPI 46 – GOAL 2: SCONFIGGERE LA FAME

Stefano ha interpretato questo Goal affrontando il tema dello spreco alimentare e delle risorse che tutti noi abbiamo sulla terra. Ogni giorno, sopratutto nelle società “civilizzate” enormi quantità di risorse vengono sprecate inutilmente; ognuno di noi continua a vivere come se le risorse fossero infinite.

Qui interviene da osservatrice ed anche da monito una speciale protagonista. Nel lavoro osserviamo un’ape impollinatrice composta da diversi elementi riciclati come coltelli per le ali e penne stilografiche per le zampette. 

Ciò che l’artista vuole restituire è l’immagine di una società spesso fortemente compromessa dall’attività dell’uomo: l’invito rivolto al passante in questo lavoro è quello di porre attenzione rispetto allo spreco del cibo e di tutte le risorse in generale.

Il messaggio però vuole essere anche positivo; notiamo infatti anche due ulteriori elementi: da un lato vediamo un grande ulivo, riconosciuto come simbolo di speranza; dall’altro una foglia di canapa, materiale che può essere utilizzato in tutte le sue componenti, di lei infatti non si butta via niente!

L’UOMO CHE INNAFFIA L’ALBERO – BISLAK
VIA CANONICA 87 – GOAL 12: CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILE

Questo lavoro si concentra sul Goal 12 dell’Agenda 2030; Bislak ha deciso di raffigurare nel suo lavoro un uomo serafico, solido e positivo intento ad annaffia un albero ricco e testimone di speranze. Sebbene in questo murales ci siano solamente due soggetti, apparentemente molto comuni, il significato che l’artista vuole condividere con la sua arte è molto più profondo. Il cielo è sereno, pieno di stelle; probabilmente l’essere umano non ha poi bisogno di così tanto e se tornasse alle attività più semplice troverebbe un giusto equilibrio con il contesto che lo circonda.

L’artista vuole infatti mostrare al mondo il fatto che, adottare comportamenti volti a prendersi cura della natura, ha delle conseguenze che si ripercuotono in modo assai positivo sul proprio benessere e sulla qualità della vita sul nostro pianeta

(NIENT’ALTRO CHE) STELLE – ALLEGRIA BULGARIA 
VIA CANONICA 89 – GOAL 11: CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI
Colore, armonia, forme ed elementi semplici. What else? Allegria Bulgaria ha lavorato sull’undicesimo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile sottoscritto dai membri dell’Onu nell’Agenda 2030, relativo a ‘Città e comunità sostenibili’. 
Nell’opera viene rappresentata una cittadina speciale: dai tetti dei suoi palazzi e delle sue case vengono rilasciate emissioni che, fluttuando nell’aria, si trasformano in stelle. In questo panorama magico la presenza umana non distrugge l’ambiente circostante, ma lo nutre, contribuendo a creare una splendida volta stellata. 
Una metafora che ci spinge ad immaginare che con la giusta attenzione possiamo assicurarci una totale sostenibilità degli spazi vitali della nostra società.